Peperoncino piccante di Calabria

Il peperoncino piccante di Calabria, capsicum frutescens, è conosciuto e usato da tempi antichissimi.
Secondo recenti studi scientifici, è la spezia più antica della storia.
In Calabria, il peperoncino, sin dal XVII sec., probabilmente introdotto dai Saraceni, ha “acceso” ricette di verdure e di carni, tanto che oggi è raro trovare un piatto che non lo contenga, fresco o essiccato, in dosi minime o consistenti.

In Calabria, come molti altri gioielli della natura, il peperoncino ha trovato il terreno ed il clima più adatti, venendo riconosciuto tra i migliori al mondo. E qui la fantasia ha dato luogo a una infinità di usi che rivelano la versatilità di questo frutto calabrese, fino ad arrivare a un originale impiego nei dolci.

Le prelibate bacche vengono coltivate in tutta la Calabria. Si tratta di una piantina perenne, la cui altezza giunge fino a circa 80 centimetri, che, grazie al clima temperato, produce per tutto l’anno bacche di varia forma a seconda della varietà. Si trova negli orti, dove attecchisce con facilità, ma pure nei vasi posti sui balconi e sulle finestre anche con funzione ornamentale. Apprezzato per le proprietà disinfettanti e per la cura di numerosi malesseri, favoleggiato per il suo presunto potere afrodisiaco, il peperoncino piccante di Calabria è uno straordinario esaltatore di sapori. Usato prevalentemente come antiossidante nella conservazione delle carni, il peperoncino è sovrano incontrastato nella produzione della nduja di Spilinga, il famoso salme “morbido”, tipico del vibonese, che per ogni chilo di carne vuole duecento grammi di piccante.

E’ impiegato anche con il pesce; è infatti nota la “mustica” o “rosamarina” della costa jonica , ossia la neonata di sardella, salata cruda e molto peperoncino; ma pure vi è un utilizzo più recente nella creazione della “nduja” di pescespada, una variante di quella di Spilinga, che allo stesso modo si presta a deliziosi impieghi culinari. Un delicatissimo sapore lo troviamo, poi, nella crema di ricotta al peperoncino e nelle confetture, ideali per accompagnare formaggi e per essere accostate alle carni bianche. Altrettanto gustoso è l’impiego in pasticceria in torte alla crema, paste secche e dolci della tradizione calabrese come “petrali” e “mostaccioli”.

Sono, inoltre a base di peperoncino le grappe, la pasta, il cioccolato e il gelato. Un prodotto “forte” che oggi  identifica l’intera regione. Maggiori informazioni su www.peperoncinocalabrese.net